Dalle vicende nazionali ed internazionali di questi ultimi anni riemerge una considerazione nota a molti, ma che vale la pena ricordare e sottolineare: sempre più frequentemente i sistemi elettivi o di cooptazione selezionano persone incapaci o inadatte per ruoli apicali, con riflessi estremamente negativi sulla qualità della vita di moltitudini di esseri umani.
Accade infatti che il mediocre, assurto ad incarichi più grandi di lui, anziché di un senso di responsabilità si senta invece investito di un’autorità e finisca per confonderla con l’autorevolezza.
Ne consegue un esercizio del potere con modalità grottesche e deleterie, con danni la cui gravità è direttamente proporzionale all’importanza del ruolo. Oppure l’inazione, derivante non solo dall’incapacità personale di concepire strategie di ampio respiro, ma anche da irrisolti e miserabili complessi di inferiorità che precludono la possibilità di avvalersi delle competenze disponibili altrove.
Il mediocre ha paura di essere smascherato. Gratificato e lusingato dal ruolo inaspettato, pensa di averne diritto e fa di tutto per tenerselo. Non potendo contare sulla competenza, esercita l’autorità sconfinando nell’autoritarismo. Ogni critica diventa un affronto personale, un nemico da odiare e ridurre al silenzio, attività nella quale ripone tutto l’impegno ed il massimo sforzo.
Una dinamica su cui vale la pena di soffermarsi e riflettere, perché la riconoscerete anche in moltissimi campi della vostra vita di tutti i giorni, in qualsiasi ambito e a qualsiasi livello. Una dinamica i cui effetti, che ricadano su pochi o su molti, saranno comunque un danno da riparare.
Perché parlarne? Perché ha ragione l’attore Toni Servillo: "Mi fa paura l'incompetenza sbandierata come un vanto. I danni che può procurare un fesso nel posto sbagliato sono incalcolabili".
Cosa possiamo fare per evitarlo? Esserci. Partecipare. Contribuire alle decisioni collettive con il proprio pensiero, la propria azione e il proprio voto. A forza di delegare tutto, lasciamo spazio a chi non vale nulla.
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Giorgio Alessandrini, 26 maggio 2026