Silvia Salis ha carisma e una tranquilla sicurezza nelle sue idee che infonde fiducia in chi la ascolta. Probabilmente è già ora un’ottima figura di primo piano per la politica nazionale. Magari non è neanche tutto merito suo, ma il panorama politico italiano è così desolante che al confronto lei risalta fulgidamente.
Tuttavia, da troppo poco è stata eletta alla guida di Genova, e penso che anche lei sappia che un eventuale balzo nell’agone nazionale sarebbe una mossa azzardata e rischiosa, sia per la città che per lei. È un peccato, ma è così.
Condivido però assolutamente il suo pensiero sulle primarie, che considero utili solo per l’eventuale definizione di rose più aperte e democratiche nella scelta dei parlamentari da candidare nei collegi. Per la scelta dei leader, o dei candidati ad incarichi istituzionali, rischiano invece di innescare divisioni e astio difficilmente recuperabili nel successivo rapporto tra i membri di coalizioni governative.
Francamente avrei preferito che le prime reazioni al risultato positivo del referendum, da parte dell’area di opposizione, avessero riguardato la necessità di trovare insieme al più presto indicazioni chiare e comuni sugli indirizzi programmatici che dovranno caratterizzare l’alternativa alle destre.
Terrei la barra del timone puntata sui temi che interessano davvero a tutti: lavoro, salari, parità , riforma fiscale, Europa, pace, alta tecnologia, euro digitale, affrancamento da alleanze inaffidabili.
Delle ambizioni personali di Conte o qualcun altro, non ce ne può fregare di meno. Ci interessa un futuro che non sia la sopravvivenza in un sistema che ci tratta da sudditi o da schiavi, ma da persone da far crescere insieme a tutte le comunità in cui vivono.
______________________________________
Giorgio Alessandrini, 24 marzo 2026