venerdì 23 febbraio 2024
  • » Economia e lavoro
  • » Considerazioni sulla sconfitta alle comunali e sulla salute del Partito Democratico

Considerazioni sulla sconfitta alle comunali e sulla salute del Partito Democratico

Considerazioni sulla sconfitta alle comunali e sulla salute del Partito Democratico
A qualche mese dall'esito sfavorevole delle elezioni comunali, è il momento di qualche nuova riflessione a mente fredda, nella consapevolezza che solo dalla comprensione della realtà si possano trovare risposte sincere e rimedi efficaci alle azioni che tali non si sono rivelate.
Dal punto di vista esclusivamente locale, credo che dopo quindici anni di amministrazione di centro-sinistra sia del tutto naturale il risveglio di un desiderio di cambiamento e rinnovamento. In fondo, capita nella vita di ognuno di noi di scoprire che cambiare a volte può far bene e ci fa sentire più vitali. L’amministrazione Dosi non ha forse saputo comunicare con adeguatezza il pur importante lavoro svolto. Non è riuscita a tenersi distante e stemperare a livello locale le dinamiche interne già presenti a livello nazionale, facendole arrivare fino alla ricomposizione della giunta comunale. Errori, certamente. Ma non errori di amministrazione che siano andati a danno dei concittadini, se non per quelli che si sentivano maggiormente rappresentati da una amministrazione di centro-sinistra. Sicuramente a Piacenza si è concluso un ciclo che ha molte più luci che ombre. Al di là del gioco quotidiano della schermaglia politica, e delle ovvie polemiche e contrapposizioni della campagna elettorale che si trascineranno ancora per un po', il tempo confermerà che questa città è stata amministrata con onore e diligenza. Probabilmente così sarà anche per la nuova amministrazione, a cui esprimo i miei migliori auguri di buon lavoro. Sono di questi giorni le nuove linee di mandato, rispetto alle quali il nuovo governo della città sarà valutato da noi come opposizione, ma soprattutto dai piacentini tutti. Ai consiglieri eletti col PD, forti dell’esperienza maturata in questi anni, il compito del controllo quotidiano e costante sugli atti amministrativi. Al partito, il compito di vegliare sugli indirizzi strategici e prefigurare il futuro più utile per la città e la provincia.

Sicuramente hanno concorso alla sconfitta anche fattori di carattere nazionale, attinenti sia alla situazione economica generale sia a quella del partito in sé. Non c'è dubbio - il riscontro nelle piazze l'ha confermato - che quattro anni di governo con una leadership estremamente contrastata, insieme all'esasperante litigiosità interna, all'eccessiva sicurezza delle nuove classi dirigenti ed alla sconfitta al referendum abbiano determinato una profonda lesione dell'immagine del Partito Democratico e della percezione della sua capacità di interpretare e concentrarsi sul reale disagio della popolazione italiana. Una fetta dell’elettorato non si riconosce più nel partito e si astiene dal voto per diversi motivi: la crescita delle disuguaglianze; la stagnazione economica; la disoccupazione; il precariato; il crescente senso di insicurezza per il futuro oltre che per l’incolumità personale; alcuni insoddisfacenti esiti delle pur numerosissime riforme approvate. E tanti altri.
Ne aggiungo uno: lo sconcertante spettacolo che abbiamo offerto agli elettori, come partito di governo. Il mio parere personale è che quando si perde un congresso di partito ci si debba preparare con pazienza e metodo per vincere il successivo e cambiare una linea politica di cui non si è convinti. Nel frattempo però si lavora insieme per supportare la già complicatissima azione della maggioranza. Abbiamo invece assistito in questi ultimi quattro anni allo stillicidio continuo di dichiarazioni pubbliche di parlamentari in dissenso con l’azione del proprio governo. Magari mai confrontatisi con la conquista del consenso popolare, grazie ad una legge elettorale che ne ha garantito l’elezione nei listini bloccati. Ma perfettamente consapevoli di fare notizia e di acquisire alla lunga una visibilità e notorietà personale che avrebbe potuto diventare utile alle elezioni successive. Scene difficili da immaginare nei partiti di Berlinguer e Aldo Moro. Fino ad arrivare ad un'uscita dal partito che non risolve il problema, ed anzi pone nuove questioni.
A chi è utile il frazionismo della sinistra? Alle categorie che si dice di rappresentare o alle poche persone che si propongono di rappresentarle? E se anche queste ultime avessero legittimazione a rappresentarle, che risultati potrebbero mai ottenere per esse con percentuali di consenso di pura testimonianza? La storia degli ultimi trent’anni dovrebbe averci insegnato che una sinistra identitaria e politicamente isolata, accontentandosi di fare pressione attraverso azioni rivendicative nei confronti di un potere gestito da altri, non solo non riesce ad incidere sulle politiche sociali e redistributive a beneficio delle classi che intende rappresentare, ma perde terreno e pone a rischio anche tutte le conquiste faticosamente raggiunte in anni di lotte sindacali, nell’epoca ormai lontana in cui l’area socialista rappresentava circa il 40% (e del 98% !!) dell’elettorato.
Il Partito Democratico è nato per dare ad un centro-sinistra erede di quell’area una nuova chance di governo, nella convinzione che solo attraverso la gestione del potere si possano attuare le riforme necessarie a raddrizzare il timone e riequilibrare la barca, ribilanciando i carichi di ognuno con equità e lungimiranza. Realizzando davvero un significativo cambiamento nella vita delle persone che fanno più fatica, e che oggi non riescono più a guardare l’orizzonte con animo colmo di fiducia e speranza. Sicuramente non sarebbero le stesse riforme che una sinistra dura e pura sbandiererebbe eternamente di voler fare, ma anche se frutto di qualche compromesso sarebbero qui ed ora, e sarebbero sempre meglio che continuare a perdere terreno.

Ogni partito politico conosce fortune e rovesci nel corso degli anni. E’ compito delle sue classi dirigenti saper mantenere la rotta, sia nei momenti di euforia e di vento in poppa che in quelli di bonaccia e tempesta. Il raggiungimento dell’approdo è sempre frutto di una guida sicura e di un tenace e corale lavoro di squadra.
Il Partito Democratico nasce da un disegno visionario e condivisibile: riunire le varie anime progressiste e riformatrici di questo Paese. Raccogliere l’importante eredità di grandi partiti popolari. Sintetizzare ideali e valori che hanno caratterizzato le lotte e le conquiste democratiche del Novecento e proiettarle nel nuovo secolo. Declinare nuove istanze popolari nel mondo interconnesso. Temperare le distorsioni del sistema capitalistico globalizzato, basato sulla produzione per il consumo e sullo sfruttamento delle risorse umane, ambientali e materiali. Studiare nel frattempo come superarlo, avendo come punto di riferimento il maggior grado di uguaglianza possibile delle condizioni di partenza, e l'eliminazione di ogni evidente e insopportabile disparità e privilegio che non abbia ragion d'essere in una comunità che si affidi a regole comuni di convivenza civile.
Il Partito Democratico può vivere solo se è riformista. L'unica cosa che deve conservare è il coraggio. Il coraggio di guardare le cose che non vanno e denunciarle pubblicamente, impegnandosi a correggerle. Il coraggio di alzarsi e dire "è stata colpa mia" e "potevo fare di più". Il coraggio di ammettere le proprie mancanze e sforzarsi di fare meglio, passando il testimone a nuove generazioni, a nuove idee, a nuovi slanci di ideali e passioni civili, spesso sopiti o cinicamente utilizzati in chi da tanti anni si trova al timone senza ancora aver portato il veliero in nessun porto.
Il Partito Democratico assorbe e riassume in sé i grandi ideali e valori che hanno ispirato la Storia dell'affrancamento dell'uomo dal giogo del servaggio e della sottomissione. Ha fra le labbra, e le ripete sottovoce, le parole che nella storia dei popoli hanno risvegliato e animato il coraggio della disperazione, e la lotta alle ingiustizie e ai soprusi. Da quelle della rivoluzione francese a quelle della dichiarazione d'indipendenza americana. Dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo al Manifesto di Ventotene. Deve sempre chiedersi se il suo agire e i suoi attori siano all'altezza di quegli ideali e valori. Deve sempre saper riconoscere il tiranno da abbattere e domandarsi ogni giorno se non lo stia diventando esso stesso. Perché il tiranno esiste ancora. Anche nel nuovo secolo. Non si chiama più sovrano, duce, fuhrer, padrone. Ha nomi più complessi, è meno visibile, si alimenta sulla rete, non vive in uno stato solo, ma crea sudditi nel mondo. Ingigantisce le disuguaglianze. Soffoca le speranze e i sogni di riscatto. Fomenta le paure, accresce l’ansia per il futuro, alimenta la rabbia contro tutto e tutti, minando le fondamenta di ogni convivenza civile.
__________________________________
Giorgio Alessandrini, 3 dicembre 2017

Visualizzazioni: 3695
Commenti
    • 29/12/2022 15:49:23 Utente Anonimo Dice
    • Bravo!
    • Voto
      5
Inserisci un commento
Commento
Nickname
Voto
Nessuno 1 2 3 4 5
Codice di controllo
Digita il codice di controllo
Digita il codice di controllo


Voto
5
Pagine correlate
  • “Ceti medi di tutto il mondo, unitevi!”
    Commento al Rapporto Oxfam 2023 sulla distribuzione della ricchezza
    Nel 1987 Margaret Thatcher affermò che «non esiste la società. Esistono gli individui, uomini e donne, e le famiglie». Una delle più grandi farneticazioni del ventesimo secolo. Che rispecchiava però la tendenza da parte del capitale, negli anni 80,
    Pubblicata il:02/02/2024
    Commenti
    0
  • 2010: il mio appello a Bersani
    Sulla roccia non esiste spazio per barare, o trucchi per sembrare quello che non sei
    I democratici hanno la splendida opportunità di chiamare a raccolta gli italiani per ricostruire la nazione proponendo un progetto nuovo, attraverso scelte nette e non equivoche, in cui le parole lavoro, responsabilità, sicurezza, riforme ...
    Pubblicata il:29/01/2012
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Bonaccini contro liste bloccate
    Mi fa piacere che Stefano Bonaccini si sia espresso così chiaramente a favore della eliminazione delle liste bloccate. È in ritardo di 10 anni, ma meglio tardi che mai.
    Pubblicata il:06/02/2022
    Commenti
    0
  • Campagna elettorale 2018: iniziamo malissimo
    Rivedo un telegiornale dopo tre giorni di silenzio e mi viene già la nausea: 1. Di Maio propone multe salatissime (100mila euro!) per i grillini eletti che escono dal partito e rassicura i cittadini che lui
    Pubblicata il:30/12/2017
    Commenti
    0
  • Che noia: ancora fuoriusciti dal PD!
    La prima cosa che il Partito Democratico deve garantire è quella di candidare persone che abbiano la dignità di restare nel partito che li ha fatti eleggere. E se proprio non ce la fanno, di dimettersi a favore del primo dei non eletti.
    Pubblicata il:22/10/2019
    Commenti
    0
  • Chi ce l'ha più lungo
    Questo “misurarsi chi ce l’ha più lungo” contando la gente in piazza è desolante, e mi piacerebbe che il mio partito non ci giocasse
    Pubblicata il:01/10/2018
    Commenti
    0
  • Confidare in Bersani?
    Non si può dare solo la colpa a Berlusconi
    Se gli attuali notabili non saranno disposti a lavorare per il partito e per il paese anche da posizioni non di prima fila, allora vorrà dire che perseguono solo i propri interessi, e quindi non c'è più bisogno di loro.
    Pubblicata il:09/10/2012
    Commenti
    0
  • Congresso PD 2019
    Riflessioni dopo il Forum per l'Italia - Milano, 27 ottobre 2018
    Il peggior errore che si potrebbe commettere, in questi pochi mesi che ci separano dalle elezioni europee, è quello di fare un congresso “farsa”.
    Pubblicata il:29/10/2018
    Voto
    4
    Commenti
    2
  • Dal discorso del Lingotto
    Le ragioni istitutive del Partito Democratico
    Lo riscrivo, perché sembra che ci sia bisogno di ripeterlo. Per quanto possa sembrare ingenuo, io attribuisco valore a queste parole, usate alla nascita del PD. Non credo a molte delle persone che nel PD ...
    Pubblicata il:15/02/2017
    Commenti
    0
  • Elezioni Federali in Germania dal 1930 al 1933
    Quando un popolo perde la speranza si nutre di rabbia, credendola ragione.
    Pubblicata il:15/03/2018
    Commenti
    0
  • Elezioni regionali 2020 e taglio dei parlamentari
    Ora ripristiniamo le prerogative del Sovrano
    Il risultato delle regionali lascia più sollevati che contenti. Penso però che non ci sia troppo da cantar vittoria. In Toscana, Puglia e Campania le destre ci hanno fatto un regalo, con candidati non all’altezza o ricicloni indigeribili. Trovare
    Pubblicata il:22/09/2020
    Commenti
    0
  • Forum per l'Italia
    Partito Democratico, Milano 27-28 ottobre 2018
    Oggi è sembrato un partito vero. Come sempre quando non è una passerella di galletti. Grande il Presidente Sanchez.
    Pubblicata il:27/10/2018
    Commenti
    0
  • Forza segretario, possiamo fare meglio!
    Letta e le nuove proposte elettorali
    Anche se ormai dispero di essere ascoltato, come militante considero questo tipo di comunicazione un errore politico ed economico.
    Pubblicata il:14/08/2022
    Commenti
    0
  • Globalizzazione e concentrazione delle ricchezze: due facce della stessa medaglia
    Il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze nel mondo
    Otto persone posseggono da sole la stessa quantità di ricchezza della metà più povera dell’intera umanità...
    Pubblicata il:20/01/2017
    Voto
    4
    Commenti
    0
  • I sondaggi danno in testa il NO al referendum
    Potremmo vedere tornare i vecchi PRI, PLI, PSI, PSDI, MSI
    Dai sondaggi sembra avanti il NO al referendum. Potrebbe essere divertente...
    Pubblicata il:18/11/2016
    Commenti
    0
  • Il nuovo feudalesimo
    Mail alla Segretaria del Partito Democratico
    Quindi, Elly, che Italia ed Europa vogliamo? Che ce ne facciamo di una società in cui la ricchezza prodotta non viene equamente ripartita? È questa la intollerabile realtà che difendiamo?
    Pubblicata il:24/08/2023
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Il Partito Democratico e le sfide del nuovo governo
    La nuova coalizione di governo tra M5S e PD nata dopo il clamoroso errore tattico di Salvini potrebbe non avere vita facile, ma potrebbe anche rivelarsi un’opportunità. Molto dipenderà dall’intelligenza e dalla capacità di visione dei loro leaders.
    Pubblicata il:15/09/2019
    Commenti
    0
  • Il Premier "eletto dal popolo"
    La riforma istituzionale proposta da Meloni
    Il disegno di legge costituzionale per l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri è un guazzabuglio da cestinare immediatamente
    Pubblicata il:10/11/2023
    Voto
    5
    Commenti
    2
  • Intervento su crisi PD dopo le elezioni politiche 2013
    Nei momenti di difficoltà diventa più importante il contributo di ognuno di noi.
    Vale la pena ricordarlo: il popolo italiano non teme affatto le difficoltà di un’impresa ardua, ma resta immobile per diffidenza verso chi non sa dare l’esempio.
    Pubblicata il:07/05/2013
    Commenti
    0
  • Introdurre il vincolo di mandato?
    Ecco gli spettacolari difensori della Costituzione contro le "derive autoritarie"
    Riporto quanto pubblicato da Mattia Feltri, La Stampa - 2 gennaio 2018
    Pubblicata il:02/01/2018
    Commenti
    0
  • La banda degli onesti
    Honestà? Machetelodicoafa’..
    I peggiori cialtroni sono quelli che si ammantano di valori che non possiedono. Vogliono gestire uno stato, e fanno le truffine da miserabili. E ci vengono anche a fare la morale. Ma dai..
    Pubblicata il:13/02/2018
    Commenti
    0
  • La minoranza PD si riunisce
    Inadeguata alle esigenze del Paese e del momento
    Se anche avesse qualche ragione nel merito, la minoranza PD la perde nei toni e nel metodo. Incapace di fare squadra nei percorsi parlamentari e nell'azione del partito, si dimostra inadeguata alle esigenze del Paese e del momento.
    Pubblicata il:23/01/2015
    Commenti
    0
  • La proposta di legge Fiano contro l'apologia del fascismo
    Da militante del Partito Democratico, il mio pensiero sulla legge Fiano inizia con una domanda: questa legge rappresenta un segnale di forza o di debolezza del PD? Sarebbe questa la risposta? La legge Fiano?
    Pubblicata il:13/09/2017
    Voto
    5
    Commenti
    11
  • La sconfitta del Partito Democratico: un commento sulle elezioni del 4 marzo.
    “Il risentimento popolare verso l’inconcludenza della classe politica, unita agli insopportabili privilegi e alla mancanza di legittimazione popolare dovuta ad una sciagurata legge elettorale che fa scegliere gli eletti al capo, acuiscono il deside
    Pubblicata il:12/03/2018
    Voto
    4
    Commenti
    0
  • La spregevole usanza di cambiare casacca senza dimettersi
    L'autorevolezza si conquista solo con l'esempio, non con le parole.
    Gli eletti che lasciano un partito senza dimettersi da parlamentari temo che non abbiano più nulla di importante da dirmi.
    Pubblicata il:04/11/2015
    Commenti
    0
  • La tassa di successione di Letta
    Sulla comunicazione abbiamo ampi margini di miglioramento!
    Pubblicata il:21/05/2021
    Commenti
    0
  • Le dimissioni di Zingaretti
    Stanno esplodendo tutte le contraddizioni irrisolte di questo partito. Dalla mancanza di una chiara linea politica alla autoreferenzialità di una classe dirigente che sembra vivere sulla luna. Probabilmente ci faremo molto male..
    Pubblicata il:04/03/2021
    Commenti
    0
  • Lettera aperta al segretario Zingaretti
    Lettera aperta al Segretario del Partito Democratico Buongiorno Segretario, mi chiamo Giorgio Alessandrini e sono un iscritto di Piacenza, città in via di ripartenza dopo essere stata duramente provata dall’esplosione del contagio. Le scrivo perch...
    Pubblicata il:08/06/2020
    Commenti
    0
  • Liste bloccate
    Non è tempo di garantire un seggio ai notabili di partito
    Temo che ci sia un'altra cosa più perdente di garantire ancora una poltrona a rosi bindi, ed è quella di giustificarsene con l'argomentazione che negli altri partiti si fa ben di peggio.
    Pubblicata il:19/12/2012
    Commenti
    0
  • Liste bloccate e autorevolezza
    Le liste elettorali bloccate tolgono ogni autorevolezza ai leader e al partito
    Perché mai dovremmo infatti ascoltare uno che si autodefinisce leader...
    Pubblicata il:03/08/2012
    Commenti
    0
  • Litigare sul nulla?
    Ancora una sconfitta alle comunali
    Avrei preferito stare zitto. Tanto questo partito non sta ad ascoltare. Ma visto che dopo l’ultima sconfitta riparte l’immancabile farsa di nascondere lotte tra persone dietro fragili e improbabili diatribe sui contenuti, dirò il mio modesto parere
    Pubblicata il:30/05/2023
    Commenti
    0
  • Manifesto per un'umanità più felice
    RIFLESSIONI E PROPOSITI IN VISTA DEL CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO
    C’è un incendio che divampa in Europa. Alimentato da un forte vento di rabbia e rancore. L’unica acqua che potrà spegnerlo sarà prendersi cura delle persone. Prendersi cura è l’unica forma per ricreare una comunità di luoghi e di prossimità...
    Pubblicata il:04/12/2018
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Meglio concentrarci su di noi
    Sicuramente sono io che di politica capisco poco, ma continuare a sottolineare l’incoerenza dei grillini con le posizioni del passato mi sembra una cosa da perdenti, sconfitti e rosiconi.
    Pubblicata il:26/03/2018
    Commenti
    0
  • Non ci sono alternative al Partito Democratico
    Il progetto di unificare tutte le forze democratiche e progressiste è sempre valido.
    In questi ultimi due mesi, se ancora ne avevamo dubbi, abbiamo definitivamente compreso che questo progetto è troppo ambizioso e coraggioso per leader sfibrati da decenni di politiche inconcludenti...
    Pubblicata il:21/04/2013
    Commenti
    0
  • Non è maschilismo, Signora De Biase
    Alcuni sono più uguali degli altri
    Come nella Fattoria degli animali di Orwell, il sistema delle candidature al Parlamento rende alcuni cittadini più uguali degli altri.
    Pubblicata il:11/08/2022
    Voto
    5
    Commenti
    2
  • Non vado, o vado e faccio casino?
    Mi si nota di più se vado..
    Paradossalmente, l’amica Katia ha fatto bene a fare quell’intervento in assemblea. Non tanto per il contenuto, già noto a tutti e soprattutto al nostro elettorato. Ma perché evidenzia in modo plateale un problema di funzionamento del partito:...
    Pubblicata il:20/11/2018
    Commenti
    0
  • Palazzo della politica
    E' preoccupante il distacco dalla realtà
    1' teorema della politica: la capacità di comprensione della realtà...
    Pubblicata il:23/09/2013
    Commenti
    0
  • Pandemia e crisi economica
    Nelle situazioni estreme, si possono affrontare nodi irrisolti e prendere decisioni trascinatesi senza costrutto per decenni. Abbiamo l’incredibile occasione di trasformare la tragedia in una nuova ricostruzione.
    Pubblicata il:04/04/2020
    Commenti
    0
  • Partecipazione civile al Partito Democratico
    Guardo il Partito Democratico dal suo interno, per ora senza essere ancora iscritto.
    Nella desolazione dei populismi dei movimenti a conduzione personalistica, il PD è l'unico in grado di riconiugare una politica economica non liberista ma sicuramente liberale, con le esigenze di equità e redistribuzione della ricchezza nel paese..
    Pubblicata il:16/11/2012
    Commenti
    0
  • Partito Democratico: un pensiero nuovo per questo Paese
    Un popolo che perde la speranza si nutre di rabbia, credendola ragione.
    Il ceto medio, che si è espanso nella seconda metà del secolo dando linfa alla democrazia del confronto, nel mondo globalizzato si va impoverendo. Le sue opportunità, le sue speranze e le sue conquiste sociali si vanno sempre più assottigliando..
    Pubblicata il:08/10/2016
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • PD verso le primarie
    La credibilità è delle persone, non delle poltrone.
    Le buone idee potrebbero volare solo se chi le esprime mostrasse di averle a cuore anche a discapito del proprio vantaggio, altrimenti sono parole al vento, un canto di sirene.
    Pubblicata il:27/11/2013
    Commenti
    0
  • Riflessioni sui congressi del Partito Democratico
    Agli Italiani non servono facili promesse, serve un difficile futuro da inseguire
    Resistere oggi significa conservare, mostrarsi incapaci di idee nuove. Idee che profumino di verità. Che sappiano emozionare. Che sappiano volare come aquile verso le cime più ardite, e non volteggiare come mosche sopra la melma e i rifiuti.
    Pubblicata il:07/08/2013
    Commenti
    0
  • Ripetere gli errori del passato?
    Il peggiore sbaglio che può fare il PD è sottovalutare l'intelligenza degli elettori...
    Pubblicata il:10/12/2016
    Commenti
    0
  • Suggerimenti per Enrico Letta
    Buongiorno Segretario, I circoli del PD raccolgono con entusiasmo e passione la sfida di una importante opera di rinnovamento del Partito Democratico, finalmente riconosciuta apertamente nella sua relazione
    Pubblicata il:20/03/2021
    Commenti
    0
  • Un nuovo percorso di riflessione per il Partito Democratico.
    Se possiamo trarre un insegnamento da questa sconfitta, a me sembra questo: non risulta efficace un’asettica politica delle cose concrete da fare, se esse non volgono tutte verso una strada definita e tracciata da percorrere con un popolo.
    Pubblicata il:20/04/2018
    Voto
    5
    Commenti
    0

Giorgio Alessandrini

Analista dati delle politiche per il lavoro per la Regione Emilia-Romagna. Ex funzionario amministrativo di INA-Assitalia, poi Generali. Appassionato delle vette e del mare; di emozioni; della vita. E di politica come strumento di risoluzione dei problemi reali.

© Giorgio Alessandrini 2017
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +