venerdì 1 luglio 2022

La beffa per i lavoratori dipendenti e pensionati

La riforma fiscale del governo Draghi e invece l’equità.

La beffa per i lavoratori dipendenti e pensionati
Il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblica periodicamente dati sulle entrate tributarie e sulle dichiarazioni fiscali annuali. Ne ho analizzato gli andamenti degli ultimi vent’anni e le dichiarazioni degli ultimi dieci. Ne scaturisce un quadro di estrema iniquità e pessima distribuzione del carico fiscale che, anziché avere effetti correttivi, produce un allargamento della forbice delle disuguaglianze economiche e sociali. 

La reale distinzione tra contribuenti è questa: da una parte chi non può sfuggire alle maglie del fisco perché subisce il prelievo tramite ritenuta alla fonte, e cioè i dipendenti e pensionati; dall’altra tutti quelli che dichiarano quanto percepiscono in un sistema privo di un serio controllo

Lo Stato, incapace di effettuare accertamenti che possano ristabilire un accettabile equilibrio del carico tra le diverse tipologie di provenienza, ha lasciato aumentare negli ultimi vent’anni le entrate da IRPEF a carico dei ceti medi e medio alti da lavoro dipendente e da pensione, confidando nella scarsa reattività degli stessi, assuefatti dalla ritenuta alla fonte a ragionare sullo stipendio netto e alle spese che si possono permettere in base a questo. 

Mentre dipendenti e pensionati non hanno vie di fuga, un intero universo di lavoratori autonomi, imprenditori e imprese usufruisce di agevolazioni, regimi forfetari, bilanci addomesticati per pagare con aliquote più basse dei primi o addirittura per eludere o evadere. 

I lavoratori autonomi in regime forfetario (ad oggi, quelli con ricavi fino a 65 mila euro) abbattono il reddito imponibile attraverso costi presunti, calcolati con coefficienti di redditività prestabiliti in base al tipo di attività. Dalla cifra ottenuta sottraggono i contributi obbligatori e sul rimanente pagano il 15% di imposta. I lavoratori dipendenti e pensionati, invece, si arrangino. La ritenuta sulla busta paga viene calcolata sul lordo e l’anno dopo, detratte spese mediche e qualche altra voce, conguagliano in eccesso o in difetto. Tutte le altre spese sono e restano a completo carico loro. 

Risultato: con un reddito imponibile di 40 mila euro il lavoratore dipendente, tolte le detrazioni per la no-tax area, paga 9.640 euro di Irpef (aliquota 38%, percentuale reale 29%), il lavoratore autonomo 6.000 se non ha sottratto i contributi obbligatori, altrimenti 4.160 (il 15%). Da 3.640 a 5.480 euro in meno. Qualcuno vuole alzarsi a spiegare perché? 

Peraltro, c’è da chiedersi come facciano 22 milioni di lavoratori dipendenti e 15 milioni di pensionati ad accettare una simile iniquità e disparità di trattamento. Eppure, i conti fanno venire i brividi: il 79,3% dell’imposta netta IRPEF 2020 proviene dai redditi da lavoro dipendente e da pensione. Le imposte da redditi da lavoro autonomo e di spettanza dell’imprenditore sono solo del 4,8% e del 3,8%. Nel 2020 ci sono 22,5 milioni di dichiarazioni per redditi da lavoro dipendente, 14,5 milioni da pensione e solo 461mila dichiarazioni per redditi da lavoro autonomo (su 5 milioni di lavoratori autonomi).

È un sistema fiscale che genera stagnazione e depressione economica, perché depaupera la capacità di spesa delle masse provocando la contrazione della domanda interna di beni e servizi, che rimane residuale per i soli contribuenti con redditi più elevati. Ed è un sistema miope perché non sfrutta, attraverso la detraibilità delle spese digitali, la possibilità di liberare risorse per la ripresa dei consumi, incassando alla fine più di quanto si perderebbe. 

Effettuare una riforma fiscale basata sulla riduzione delle aliquote sventolando risparmi fiscali ridicoli e offensivi sotto il naso dei contribuenti, sarà completamente inutile. Basti considerare che per 25 milioni di persone il risparmio ottenuto non sarà sufficiente neanche a pagare una bolletta del gas. 

Contrariamente al progetto di riforma in esame in parlamento, il numero delle aliquote IRPEF non va ridotto, bensì maggiormente diversificato

Concedendo la detraibilità fiscale dei pagamenti elettronici, il contribuente verrebbe stimolato ad effettuare spese certificate che gli facciano abbassare anche solo leggermente il reddito imponibile, permettendogli di raggiungere un’aliquota più bassa che gli consenta un risparmio di imposta. 

La perdita di gettito IRPEF sarebbe compensata da vari elementi: 
1. uno certo, dato dal 22% di incasso IVA (che verrebbe girata direttamente all’Erario dall’operazione POS, lasciando al fornitore solo l’incasso netto) su spese che altrimenti non sarebbero state effettuate; 
2. L’altro plausibile, ovvero la ineludibilità dell’incasso del netto da parte del fornitore; incasso che concorrerebbe a formare il reddito di quest’ultimo e a recuperare gettito IRPEF da dove abbiamo visto che non arriva; 
3. Il conseguente aumento generale dei consumi supporterebbe l’economia e l’occupazione, con evidenti benefici in termini di sostenibilità dei conti pubblici. 

Naturalmente, per massimizzare la resa in termini di gettito alternativo, le spese di cui consentire la detraibilità sono quelle a maggior tasso di evasione. Ma non solo. Si potrebbe ragionare su detraibilità limitate anche per generi e servizi di largo consumo, allo scopo di stimolarne la domanda. 

Lo Stato dovrebbe offrire in tempo reale al contribuente il proprio «Estratto Conto» fiscale, un vero e proprio bilancio di esercizio che evidenzi il reddito imponibile maturato e l’elenco di tutte le spese detraibili fino a quel momento sostenute, sottolineando l’eventuale passaggio a scaglioni con aliquote inferiori e il relativo risparmio di imposta. 

Indipendentemente dalla ripresa economica in corso, drogata dai finanziamenti europei per far fronte alla crisi profonda provocata dalla pandemia, una riforma fiscale che contrasti la stagnazione dei consumi si può basare solo sulla possibilità per ogni contribuente di barattare l’acquisto di beni e servizi con un risparmio di imposta raggiungibile. Le nuove aliquote, quindi, non devono solo abbassare le tasse ai redditi medio bassi e alzarle a quelli altissimi, ma devono consentire al contribuente di pianificare le sue spese annuali per raggiungere un’aliquota inferiore. 

Con le detrazioni si farebbe una gigantesca operazione di recupero dell'evasione e di redistribuzione dei redditi, oltre che di forte sostegno alla domanda interna. Mentre la Finanza potrebbe dedicarsi all’emersione del nero. 

Se il Partito Democratico non si mostrerà in grado di prendere decisamente posizione contro questa situazione insostenibile, dimostrerà di non essere utile alla difesa dell’equità e della giustizia e si condannerà a battaglie di posizione che ne decreteranno la definitiva marginalità. 

______________________________________
Giorgio Alessandrini, 22 dicembre 2021

Visualizzazioni: 514
Inserisci un commento
Commento
Nickname
Voto
Nessuno 1 2 3 4 5
Codice di controllo
Digita il codice di controllo
Digita il codice di controllo
Pagine correlate
  • 2010: il mio appello a Bersani
    Sulla roccia non esiste spazio per barare, o trucchi per sembrare quello che non sei
    I democratici hanno la splendida opportunità di chiamare a raccolta gli italiani per ricostruire la nazione proponendo un progetto nuovo, attraverso scelte nette e non equivoche, in cui le parole lavoro, responsabilità, sicurezza, riforme ...
    Pubblicata il:29/01/2012
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Bonaccini contro liste bloccate
    Mi fa piacere che Stefano Bonaccini si sia espresso così chiaramente a favore della eliminazione delle liste bloccate. È in ritardo di 10 anni, ma meglio tardi che mai.
    Pubblicata il:06/02/2022
    Commenti
    0
  • Consentiamo una detrazione a chi paga l'IVA
    Su 109 miliardi di evasione fiscale, circa 40 risultano di evasione IVA...
    Pubblicata il:19/10/2016
    Commenti
    0
  • Cosa cambierà dopo l'invasione dell'Ucraina
    Per non cadere nel baratro di nuove guerre, non mi sembra che ci siano altre alternative che correre più veloce. Più cultura, più saperi, più abilità, più tecnologia. Più futuro.
    Pubblicata il:06/03/2022
    Commenti
    0
  • Evasione Fiscale in Italia
    PD, dove sei?
    L’evasione fiscale italiana rende ormai intollerabili cifre di recupero ridicole. Lo Stato deve creare l’interesse a certificare l’acquisto. Nell’era digitale, il cittadino deve poter detrarre ciò che acquista pagando elettronicamente.
    Pubblicata il:16/04/2019
    Commenti
    0
  • Globalizzazione e concentrazione delle ricchezze: due facce della stessa medaglia
    Il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze nel mondo
    Otto persone posseggono da sole la stessa quantità di ricchezza della metà più povera dell’intera umanità...
    Pubblicata il:20/01/2017
    Voto
    4
    Commenti
    0
  • Grazie Sig. Primo Ministro
    Edi Rama ricambia il nostro aiuto
    Il premier albanese Edi Rama manda 30 medici e infermieri in Italia per dare una mano, sentendo il desiderio di ricambiare i nostri aiuti negli anni 90, quando loro espatriavano per sopravvivere alla fame.
    Pubblicata il:29/03/2020
    Commenti
    0
  • Il Partito Democratico e le sfide del nuovo governo
    La nuova coalizione di governo tra M5S e PD nata dopo il clamoroso errore tattico di Salvini potrebbe non avere vita facile, ma potrebbe anche rivelarsi un’opportunità. Molto dipenderà dall’intelligenza e dalla capacità di visione dei loro leaders.
    Pubblicata il:15/09/2019
    Commenti
    0
  • La riforma fiscale è sulla bocca di tutti. Ma quale?
    E il PD cosa sceglie?
    Quando i redditi sono bassi, il loro aumento produce un aumento dei consumi maggiore di quello che si avrebbe aumentando dello stesso importo redditi già alti
    Pubblicata il:13/07/2020
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • La sconfitta del Partito Democratico: un commento sulle elezioni del 4 marzo.
    “Il risentimento popolare verso l’inconcludenza della classe politica, unita agli insopportabili privilegi e alla mancanza di legittimazione popolare dovuta ad una sciagurata legge elettorale che fa scegliere gli eletti al capo, acuiscono il deside
    Pubblicata il:12/03/2018
    Voto
    4
    Commenti
    0
  • Le dimissioni di Zingaretti
    Stanno esplodendo tutte le contraddizioni irrisolte di questo partito. Dalla mancanza di una chiara linea politica alla autoreferenzialità di una classe dirigente che sembra vivere sulla luna. Probabilmente ci faremo molto male..
    Pubblicata il:04/03/2021
    Commenti
    0
  • Lettera aperta al segretario Zingaretti
    Lettera aperta al Segretario del Partito Democratico Buongiorno Segretario, mi chiamo Giorgio Alessandrini e sono un iscritto di Piacenza, città in via di ripartenza dopo essere stata duramente provata dall’esplosione del contagio. Le scrivo perch...
    Pubblicata il:08/06/2020
    Commenti
    0
  • Manifesto per un'umanità più felice
    RIFLESSIONI E PROPOSITI IN VISTA DEL CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO
    C’è un incendio che divampa in Europa. Alimentato da un forte vento di rabbia e rancore. L’unica acqua che potrà spegnerlo sarà prendersi cura delle persone. Prendersi cura è l’unica forma per ricreare una comunità di luoghi e di prossimità...
    Pubblicata il:04/12/2018
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Pandemia e crisi economica
    Nelle situazioni estreme, si possono affrontare nodi irrisolti e prendere decisioni trascinatesi senza costrutto per decenni. Abbiamo l’incredibile occasione di trasformare la tragedia in una nuova ricostruzione.
    Pubblicata il:04/04/2020
    Commenti
    0
  • Partito Democratico: un pensiero nuovo per questo Paese
    Un popolo che perde la speranza si nutre di rabbia, credendola ragione.
    Il ceto medio, che si è espanso nella seconda metà del secolo dando linfa alla democrazia del confronto, nel mondo globalizzato si va impoverendo. Le sue opportunità, le sue speranze e le sue conquiste sociali si vanno sempre più assottigliando..
    Pubblicata il:08/10/2016
    Voto
    5
    Commenti
    0
  • Recovery Fund e strategie di ripresa
    L’orizzonte, però, bisogna sceglierlo. E il dibattito politico dovrebbe vertere su questo. I confronti pubblici dovrebbero essere orientati ad una condivisione della meta..
    Pubblicata il:01/06/2020
    Commenti
    0
  • Suggerimenti per Enrico Letta
    Buongiorno Segretario, I circoli del PD raccolgono con entusiasmo e passione la sfida di una importante opera di rinnovamento del Partito Democratico, finalmente riconosciuta apertamente nella sua relazione
    Pubblicata il:20/03/2021
    Commenti
    0

Giorgio Alessandrini

Vicepresidente di GasMuha Empowerment Project Onlus. Ex responsabile amministrativo di Agenzie Generali Ina-Assitalia, ora Generali. Appassionato della vita, delle emozioni, delle vette, del mare. E di politica come modo di stare insieme.

© Giorgio Alessandrini 2017
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalit� illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di pi� o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all�uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +